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Caldaia Ibrida senza unità esterna

Caldaia ibrida senza unità esterna: come funziona e perché è diversa dai sistemi tradizionali

Negli ultimi anni il panorama del riscaldamento residenziale si è evoluto rapidamente, spinto anche dalle direttive europee sull’efficienza energetica, in particolare dalla Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) e dai suoi aggiornamenti.

In questo contesto, i sistemi ibridi hanno guadagnato un ruolo di primo piano come soluzione di transizione efficace: combinano una pompa di calore con una caldaia a condensazione, riducendo i consumi e le emissioni senza stravolgere gli impianti esistenti.

Fino a poco tempo fa, però, chi viveva in un centro storico, in un condominio con vincoli estetici o semplicemente in un appartamento privo di spazio esterno si trovava escluso da questa tecnologia. Il problema era sempre lo stesso: la necessità di installare un’unità esterna.

La caldaia ibrida senza unità esterna di Sime, commercializzata con il nome Hybrid Revolution, è nata proprio per superare questo limite, portando l’efficienza ibrida in contesti dove prima era impensabile.

Cosa si intende per Caldaia Ibrida senza unità esterna?

Un sistema ibrido convenzionale è composto da due elementi distinti:

  • una pompa di calore con la sua unità esterna, simile a quella di un climatizzatore,
  • e una caldaia a condensazione.

I due apparecchi collaborano per ottimizzare i consumi, ma richiedono spazio all’aperto, installazioni murarie di una certa complessità e, in molti casi, autorizzazioni estetiche o condominiali.

La caldaia pompa di calore senza unità esterna rappresenta un’evoluzione concettuale di questo approccio: tutta la tecnologia (pompa di calore, caldaia a condensazione, circuito frigorifero e componenti idraulici) è integrata in un unico apparecchio murale dalle dimensioni paragonabili a una caldaia ad accumulo tradizionale.

All’esterno dell’edificio non rimane nulla: l’unica traccia visibile sono due griglie a parete di diametro 160 mm, attraverso cui il sistema aspira e scarica l’aria necessaria al funzionamento della pompa di calore.

Questa soluzione non è una semplificazione tecnica, ma il risultato di una tecnologia brevettata che richiede un’ingegnerizzazione molto sofisticata per far lavorare insieme, in uno spazio ridotto, componenti che normalmente occupano ambienti separati.

Hybrid Revolution Sime -Sistema ibrido compatto senza unità esterna

Come funziona la Caldaia Ibrida senza unità esterna

Il cuore di Hybrid Revolution è una pompa di calore canalizzata a tecnologia inverter, completamente integrata nell’involucro dell’apparecchio.

Anziché prelevare l’aria esterna attraverso un’unità esterna posizionata fuori dall’edificio, il sistema la aspira direttamente tramite un doppio condotto separato passante a parete: un condotto per l’aspirazione dell’aria e uno per lo scarico.

Questo è il principio tecnico che definisce la categoria della pompa di calore senza motore esterno.

Tecnologia e funzionamento

Sime ha sviluppato per questo prodotto una tecnologia a doppio evaporatore, soluzione brevettata che permette alla pompa di calore di mantenere un COP (Coefficient of Performance, ovvero il rapporto tra energia termica prodotta ed energia elettrica consumata) pressoché costante sull’intero campo di funzionamento.

Il COP dichiarato è di 3,95 nelle condizioni di prova secondo la norma UNI EN 14511-1:2022, il che significa che per ogni unità di energia elettrica consumata il sistema produce circa quattro unità di calore.

I due evaporatori hanno funzioni distinte e complementari:

  • Il primo evaporatore recupera il calore contenuto nell’aria esterna aspirata attraverso i condotti a parete;
  • Il secondo evaporatore è posizionato in prossimità dello scarico fumi della caldaia a condensazione e recupera l’energia residua contenuta nei gas di combustione, raffreddandoli ulteriormente fino a 10 °C, con un beneficio doppio: aumentare l’efficienza della pompa di calore e migliorare il rendimento della caldaia stessa.

Il compressore inverter, sigillato in una scatola fonoisolante, comprime il gas refrigerante R290 (propano naturale, con carica inferiore a 150 g) aumentandone la temperatura, che viene poi ceduta all’acqua dell’impianto attraverso un condensatore a piastre.

Il circuito frigorifero è precaricato ed ermeticamente sigillato, il che elimina l’obbligo di certificazione F-Gas per chi esegue l’installazione.

La gestione ibrida automatica è affidata a un sistema elettronico evoluto che decide in ogni momento quale fonte di calore attivare, o se combinarle.

La pompa di calore opera in via prioritaria fino a una temperatura esterna di –7 °C: al di sotto di questa soglia, o nei momenti in cui il fabbisogno termico supera la capacità della sola pompa di calore, interviene in integrazione la caldaia a condensazione, garantendo sempre il massimo comfort senza che l’utente debba gestire nulla manualmente.

Silenziosità e comfort acustico

Sul fronte acustico, l’intero mantello dell’apparecchio è rivestito con materiali fonoassorbenti, con particolare cura per il vano della pompa di calore.

Il risultato è un livello di potenza sonora interna di 40,3 dB(A), equivalente al lieve ronzio di un frigorifero, che lo rende più silenzioso di molte caldaie a gas tradizionali.

È inoltre disponibile una funzione “silent” programmabile, pensata per le ore notturne, che riduce la velocità delle ventole nei casi in cui i condotti diano su cavedi o ambienti particolarmente sensibili al rumore.

Hybrid Revolution Sime - interno

Vantaggi concreti rispetto ad altre soluzioni

Per capire cosa distingue davvero questo sistema, è utile ragionare su scenari reali piuttosto che elencare caratteristiche in astratto.

La caldaia con pompa di calore integrata offre vantaggi specifici e misurabili rispetto sia alla sola caldaia a condensazione sia ai sistemi ibridi con unità esterna.

Rispetto alla caldaia a condensazione tradizionale:

  • Riduzione dei consumi di gas naturale, grazie alla quota significativa di energia termica prodotta dalla pompa di calore sfruttando una fonte rinnovabile (aria esterna);
  • Miglioramento della classe energetica dell’edificio fino a due livelli, con impatto positivo sul valore immobiliare e sull’allineamento alle normative EPBD;
  • Compatibilità con impianti esistenti a radiatori, ventilconvettori o pavimento radiante: non è necessario sostituire i terminali o riprogettare l’impianto idraulico.

Rispetto a un sistema ibrido tradizionale con unità esterna:

  • Nessun ingombro esterno: niente macchina esterna a parete, nessun impatto visivo sull’edificio;
  • Nessun rumore all’esterno: il livello di potenza sonora esterna dichiarato è di 49,8 dB(A), paragonabile al ronzio di un frigorifero, e l’assenza dell’unità esterna elimina ogni problema con i vicini o con i regolamenti condominiali;
  • Installazione più rapida e senza interventi strutturali rilevanti: il sistema è monoblocco e sfrutta i collegamenti idraulici esistenti (installazione pin-to-pin);
  • Compatibilità con il fotovoltaico: è presente una funzione di autoconsumo che, in presenza di un impianto fotovoltaico, converte automaticamente l’energia in eccesso in calore per riscaldamento o acqua sanitaria.

Limiti da considerare in fase di sopralluogo

Un limite da tenere presente riguarda i vincoli di posa dei condotti aria: la lunghezza massima del tratto rettilineo per aspirazione e scarico è di 3 m in orizzontale e 4 m in verticale, il che rende necessaria una valutazione puntuale in fase di sopralluogo, soprattutto in case con muri di grande spessore o geometrie particolari.

Infografica Vantaggi Caldaia Ibrida senza unità esterna

Dove si installa: i contesti ideali

Il punto di forza più evidente di questa tipologia di prodotto è proprio la sua applicabilità in contesti dove altri sistemi ad alta efficienza non possono arrivare. L’assenza dell’unità esterna apre scenari installativi prima inaccessibili.

I contesti dove Hybrid Revolution risulta particolarmente indicata sono:

  • Centri storici e edifici sottoposti a vincolo paesaggistico o architettonico, dove l’installazione di unità esterne è spesso vietata o soggetta ad autorizzazioni difficilmente ottenibili;
  • Condomini con regolamenti restrittivi o facciate condivise, dove l’accordo condominiale per posizionare un’unità esterna può essere un ostacolo insormontabile;
  • Appartamenti a piano terra o con cortili interni ristretti, in cui non vi è spazio fisico sufficiente per posizionare correttamente un’unità esterna;
  • Sostituzioni di vecchie caldaie in abitazioni esistenti, grazie alla compatibilità pin-to-pin con gli allacci idraulici già presenti e alla compatibilità con tutti i tipi di terminale di impianto.

Non è invece la scelta ottimale in edifici con muri di spessore tale da non consentire la posa dei condotti nei limiti previsti, o in abitazioni dove la parete disponibile per i condotti si affaccia su ambienti interni e non verso l’esterno.

Prima dell’acquisto è sempre consigliabile un sopralluogo tecnico con un professionista, per verificare la fattibilità installativa.

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Quanto si risparmia con la Caldaia Ibrida senza unità esterna?

Il risparmio energetico di un sistema ibrido dipende da una combinazione di variabili:

  • l’efficienza dell’edificio,
  • il tipo di impianto di distribuzione del calore,
  • le abitudini di utilizzo,
  • il clima locale,
  • e il mix di fonti energetiche attivate.

Non è corretto dunque parlare di una cifra universale, ma i dati tecnici del prodotto e le stime del produttore consentono di inquadrare ragionevolmente l’entità del beneficio.

Secondo la documentazione tecnica Sime, il risparmio in bolletta rispetto a una caldaia tradizionale può variare indicativamente tra il 25% e il 45%, in funzione delle caratteristiche dell’edificio, del tipo di caldaia sostituita e della zona climatica.

Il sito ufficiale del prodotto mette a disposizione un calcolatore basato sul metodo BIN (metodo di calcolo energetico per fasce di temperatura esterna) che consente di stimare il risparmio personalizzato inserendo i propri dati di consumo e la zona climatica di riferimento.

Come avviene il risparmio energetico

Il meccanismo che rende possibile questo equilibrio è la gestione ibrida automatica: il sistema attiva sempre la sorgente più efficiente in quel momento.

Quando la temperatura esterna è mite, la pompa di calore lavora con COP elevato e il consumo di gas è minimo.

All’abbassarsi della temperatura, la caldaia interviene gradualmente, mantenendo il comfort senza mai ricorrere a resistenze elettriche, che sarebbero molto meno efficienti.

Ulteriore vantaggio economico: l’adozione di questo sistema può migliorare la classe energetica dell’edificio fino a due livelli, con effetti positivi sia sulla bolletta nel lungo periodo sia sul valore dell’immobile, in linea con le tendenze di mercato e con le future scadenze previste dalla Direttiva EPBD.

Risparmio energetico casa

Quanto costa un sistema Ibrido di questo tipo?

Il costo complessivo di un’installazione di caldaia pompa di calore senza unità esterna è influenzato da diversi fattori che rendono difficile indicare cifre fisse.

Tra gli elementi che incidono sul prezzo finale rientrano:

  • le dimensioni e le caratteristiche dell’abitazione,
  • il tipo di impianto esistente,
  • la complessità della posa dei condotti aria,
  • la configurazione scelta per la produzione di acqua calda sanitaria,
  • e la presenza o meno di incentivi fiscali applicabili.

Sul fronte dei costi, è utile distinguere tra le componenti principali:

  • Il sistema monoblocco Hybrid Revolution 30, che include caldaia a condensazione, pompa di calore e tutti i componenti integrati;
  • La manodopera per l’installazione, che in questo caso beneficia della semplicità pin-to-pin rispetto a un impianto ibrido con unità esterna separata;
  • Gli eventuali accessori opzionali, come il kit bollitore ACS per la produzione di acqua calda sanitaria tramite pompa di calore, o le sonde ambiente SRS per la gestione multizona fino a 8 zone indipendenti.

Per quanto riguarda gli incentivi, l’installazione di sistemi ad alta efficienza con pompa di calore può rientrare nelle agevolazioni fiscali previste dalla normativa italiana vigente in materia di riqualificazione energetica.

È consigliabile verificare le condizioni aggiornate con il proprio installatore o consulente fiscale, poiché i requisiti e le aliquote cambiano periodicamente.

In linea generale, il costo iniziale più elevato rispetto a una semplice sostituzione di caldaia viene compensato nel tempo dal risparmio energetico e, in molti casi, dai contributi disponibili.

Per ottenere una stima personalizzata e verificare la fattibilità tecnica nella propria abitazione, il riferimento rimane un installatore qualificato o lo stesso sito del produttore.

Riduzione dei costi in bolletta

Approfondimenti

Scarico dei fumi in facciata con caldaia ibrida?

Secondo quanto disposto dall’art. 5 comma 9-bis lettera e) del DPR 412/93, con un sistema ibrido è possibile scaricare in facciata.

Vediamo la versione dell’articolo del DPR412/93, con la lettera poi aggiunta dall’art. 14, comma 8, d.lgs. n. 102 del 2014, poi modificata dall’art. 9-bis, comma 1, lettera a), legge n. 34 del 2022.

Dall’articolo del DPR412/93

Innanzitutto, l’art. 5 comma 9 del DPR 412/93, prevede che i fumi debbano essere scaricati a tetto:

  1. Gli impianti termici installati successivamente al 31 agosto 2013 devono essere collegati ad appositi camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, con sbocco sopra il tetto dell’edificio alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente

Lo stesso art. 5, al comma 9-bis, prevede delle deroghe, in particolare:

9-bis. E’ possibile derogare a quanto stabilito dal comma 9 nei casi in cui (comma introdotto all’art. 17-bis della legge n. 90 del 2013):

  1. a) si procede, anche nell’ambito di una riqualificazione energetica dell’impianto termico, alla sostituzione di generatori di calore individuali che risultano installati in data antecedente a quella di cui al comma 9, con scarico a parete o in canna collettiva ramificata;
    b) l’adempimento dell’obbligo di cui al comma 9 risulta incompatibile con norme di tutela degli edifici oggetto dell’intervento, adottate a livello nazionale, regionale o comunale;
    c) il progettista attesta e assevera l’impossibilità tecnica a realizzare lo sbocco sopra il colmo del tetto.
    d) si procede alle ristrutturazioni di impianti termici individuali già esistenti, siti in stabili plurifamiliari, qualora nella versione iniziale non dispongano già di camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione con sbocco sopra il tetto dell’edificio, funzionali e idonei o comunque adeguabili alla applicazione di apparecchi a condensazione;
    (lettera aggiunta dall’art. 14, comma 8, d.lgs. n. 102 del 2014)
    e) vengono installati pompe di calore a gas o uno o più generatori ibridi compatti, composti almeno da una caldaia a condensazione a gas e da una pompa di calore e dotati di specifica certificazione di prodotto.
    (lettera aggiunta dall’art. 14, comma 8, d.lgs. n. 102 del 2014, poi modificata dall’art. 9-bis, comma 1, lettera a), legge n. 34 del 2022).

Accesso alle Deroghe

Per accedere alle deroghe previste al comma 9-bis, è obbligatorio:

(comma introdotto all’art. 17-bis della legge n. 90 del 2013, poi sostituito dall’art. 14, comma 9, d.lgs. n. 102 del 2014)

iii. nel caso di cui alla lettera e), installare pompe di calore a gas o generatori di calore a gas a condensazione i cui prodotti della combustione abbiano emissioni medie ponderate di ossidi di azoto non superiori a 70 mg/kWh, misurate secondo le norme di prodotto vigenti, e pompe di calore a gas, comprese quelle dei generatori ibridi, che abbiano un rendimento superiore a quello previsto all’articolo 4, comma 6, lettera b), del d.P.R. del 2 aprile 2009, n. 59;

E’ opportuno precisare, che in ogni caso, un tecnico o professionista dovrà verificare il posizionamento del terminale di scarico a parete secondo le vigenti norme UNI.

Per approfondimenti leggi anche: Scarico a Parete Caldaia Condensazione: distanze minime e norme

iv. in tutti i casi, posizionare i terminali di scarico in conformità alla vigente norma tecnica UNI7129 e successive modifiche e integrazioni.

Fonte: Documentazione tecnica Sime Hybrid Revolution (cod. 3953310 – 02.2026). Dati tecnici dichiarati secondo UNI EN 14511-1:2022 e UNI EN 12201-2:2024.

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